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Scegli WordPress responsabilmente

Sempre più che mai è aperto e scottante il dibattito tra developer, web designer, media specialist e SEO consultant riguardo la realizzazione di siti web personalizzati e il ricorso alla piattaforma web per eccellenza: WordPress. Nel corso degli anni se ne è parlato spesso, sia a favore del primo (sui blog di Webbed Feet e Wellfire Interactive ad esempio) che del secondo (retiremyass) e, sebbene alcuni di questi articoli siano piuttosto vecchi, pongono delle tematiche ancora valide che vale la pena rispolverare e commentare.

Prima la Buona Novella

WordPress è un CMS (Content Management System), cioè una piattaforma web che permette di creare in maniera semplice e drasticamente veloce il proprio sito internet. Grazie ad un’ interfaccia grafica esaustiva e la possibilità di espanderne le funzionalità facilmente tramite l’utilizzo dei plugin, negli ultimi anni è diventato uno strumento popolarissimo utilizzato da utenti del web e developer fai-da-te, poiché necessità di un livello minimo di allenamento  e di informazione per renderlo funzionante. Queste caratteristiche lo pongono come un ottimo strumento per siti personali e blog (esattamente ciò per cui è nato), ma sempre di più grazie alla sua flessibilità ed ai costi (apparentemente) ridotti viene scelto o richiesto anche per un uso professionale. Nonostante tutto ciò sembri una buona cosa, questa espansione omogenea del mezzo nasconde in realtà trabocchetti ed insidie a cui prestare attenzione.

I problemi di WordPress

È corretto affermare che il sito web si sia evoluto da mezzo tecnico a strumento di comunicazione a tutti gli effetti, ma rimangono comunque determinanti i problemi funzionali di questo CMS, se non direttamente per il cliente, sicuramente in ottica della migliore collaborazione tra le parti e le professionalità in gioco. Ricordiamoci che in ogni caso, in ambito professionale, optare per un CMS esclusivamente per risparmiare o evitare di ingaggiare uno sviluppatore non si rivela mai una scelta oculata.

Ma andiamo con ordine.

Sicurezza e plugins

Piattaforma comune significa anche problemi comuni. Se si presenta una falla nel sistema di sicurezza di WordPress utilizzato da 2 milioni di utenti vuol dire che questi 2 milioni di utenti saranno esposti al medesimo pericolo di attacco o di fragilità ad opera di utenti terzi ed hackers. È assolutamente vero che il core di questo strumento sia stabile e  protetto, ma WordPress senza plugins sarebbe un corpo senza arti, senza di essi non potrebbe né muoversi né agire. E se un arto si infetta rischia di compromettere tutto il sistema: sono soprattutto i plugins infatti, creati da terze parti, a presentare i maggiori problemi di sicurezza che portano ad un’instabilità complessiva.

Aggiornamenti e compatibilità

Intendiamoci: aggiornare è una bellissima cosa. Lo diventa un po’ meno però se gli aggiornamenti di sistema creano incompatibilità con i plugin installati precedentemente, che non funzioneranno finché l’autore non rilascerà lo script compatibile con la nuova versione… Non si tratta perciò esclusivamente di una questione di sicurezza ma propriamente di una compromissione delle funzionalità del sito.

Supporto

Caratteristica positiva è che trattandosi di uno strumento così famoso esistono migliaia di forum e blog in cui si discutono problemi e casistiche legate al suo utilizzo ed in cui poter trovare soluzione, ma è sempre pur vero che ragionando in tempistiche lavorative questo potrebbe non essere sufficiente. Nel momento in cui sorge un problema il cliente deve avere la possibilità di contare su una persona che intervenga tempestivamente, ma affidandosi alla rete questo non è possibile, perché bisogna cercare a tentoni la soluzione che più si avvicina al reale problema, sperando che questo basti a risolverlo.

Generalizzazione

Ritornano i nostri amici plugins, che qui presentano un problema indiretto che a mio parere non potrà essere superato. Rivolgendosi ad un target di utenti indefinito e generico i plugins stessi tendono ad essere generalisti per poter essere integrati nella maggior quantità di strutture e sistemi tra loro eterogenei; questo porta il cliente (e quindi lo sviluppatore) a non trovare mai esattamente ciò che serve ma lo costringe a ripiegare sullo strumento che più si avvicina, con evidenti deficit in termini di tempistiche e funzionalità.

WordPress di per sé viene inoltre fornito con contenuti e strutture prestabilite, che se non volute devono essere smantellate manualmente utilizzando tempo e risorse.

Velocità e ridondanza

Per permettere agli utenti di generare contenuto dinamico in maniera autonoma, WordPress funziona tramite PHP. Esistono altre forme più flessibili e mirate, ma si può comunque affermare che questo rimanga un ottimo linguaggio per la generazione dinamica dei contenuti. Se usato però quando esclusivamente necessario. Il PHP è infatti in grado di comunicare e compilare database e questo lo rende essenziale, ad esempio, nei processi di raccolta dei dati utenti per un sito con degli accessi, per la generazione di siti bilingue, o per archiviare in generale dati sul server.

Il rovescio della medaglia è  che per fare questo risulta essere pesante e più lento rispetto ad una pagina lato client in HTML, CSS e Javascript. Le strutture del sito che possono essere gestite tramite questi linguaggi dovrebbero quindi evitare di gravare sul server utilizzando il PHP.

WordPress, invece, funziona completamente in PHP, anche per la generazione di contenuti per i quali non sarebbe richiesto, portando ad un appesantimento anche di siti poveri di contenuti che potrebbero lavorare molto più agilmente. Questa impostazione ha come conseguenza una diminuzione della velocità di caricamento, che non solo scoraggia gli utenti nel visitare il sito ma anche gli Spiders di Google a favorirne il posizionamento.

Migrazione del server

Una struttura così complessa si ripercuote inevitabilmente anche sulla gestione dei dati del sito stesso. Può capitare che per qualsiasi motivo si decida di cambiare hosting, e questo prevede che tutti i dati (file, temi, plugins, scripts, … ) ed i database vengano fisicamente spostati da un server all’altro. Spostare un sito WordPress di poche pagine significa comunque spostare l’intera mole di file che lo corredano, anche se inutilizzati, con uno drastico aumento della durata di trasferimento (dai pochi minuti di un sito customer si passa a qualche ora, se non addirittura giorni in casi di siti più complessi ) in cui il sito è a tutti gli effetti offline.

SEO

I plugins di WordPress permettono una vasta gamma di strumenti atti ad ottimizzare la ricerca dei motori sul sito (tag, keywords, sitemap, robot.txt…) e quindi non è una forte aggravante, ma crea comunque uno svantaggio rispetto alla totale gestione dell’inidicizzazione permessa dallo sviluppo in codice sorgente.

Temi

Anche questi si presentano come una bellissima soluzione: grafiche disponibili, mobile ready, tutto pronto e funzionante.

Ma.

Ma per essere per tutti tendono ad essere tutti uguali, lasciando veramente poco spazio alla creatività, alla personalizzazione ed alla declinazione specifica, tutto questo in un mondo in cui (fortunatamente) l’unicità è la parola chiave per eccellere e riuscire.

Come se non bastasse anche i temi sono estensioni che vengono “montate” sul core del CMS, ed allo stesso modo delle altri componenti, si portano dietro un bagaglio di incompatibilità ed aggiornamenti desincronizzati.

Quindi WordPress assolutamente no?

Tutto ciò non significa che WordPress sia assolutamente da evitare (questo blog gira su WP) ma soltanto che bisogna essere estremamente attenti a come e perché si decida di utilizzarlo. Sito personale in cui presentarsi? Potrebbe essere una soluzione. Blog? Assolutamente si. Sito o Piattaforma aziendale? Direi di no. Web App? A vostro rischio e pericolo. Ecommerce? Dato il livello di sicurezza personalmente eviterei.

Professionalità ed homemade

Finora ho esposto i problemi rivolgendomi ad un utente medio che possa pensare di attivare autonomamente o a prezzo stracciato il proprio sito, ma è giusto precisare che molti dei problemi descritti in questo lungo articolo possono essere più o meno risolti da un buon sviluppatore, che potrebbe aggirare e ribaltare tutte le criticità del mezzo; in questa circostanza si generano però altre problematiche di tipo professionale ed etico:

– Per il Programmatore ed il Web Designer sarebbe un controsenso spendere ore del proprio tempo e denaro del proprio cliente per ottimizzare e destrutturare una piattaforma, quando potrebbe generarla da zero, con tempi e costi non di molto superiori.

– Per il cliente sarebbe poco produttivo risparmiare (poco) nella fase di strutturazione del sito in WordPress per poi essere vincolati ai vizi e difetti di cui si parlava, con la conseguenza di dover ricorrere costantemente allo sviluppatore.

In entrambi i casi si tratta quindi di un lavoro oneroso ed impegnativo che è giusto venga retribuito. Diffidate perciò dai professionisti che si propongono di fare lavori mastodontici a prezzi stracciati, perché significa che prima o poi, in qualsiasi punto del percorso, vi lasceranno a piedi, oppure il progetto che vi hanno proposto non è così mastodontico come vi hanno fatto credere.

Due parole sul business

Mi piacerebbe concludere questa digressione spendendo qualche riga riguardo il concetto di business e trasparenza. Sono un Web Designer e spero di portare avanti tutto il mio lavoro sempre all’insegna della creatività. Non sono un programmatore e nemmeno strettamente un uomo di marketing, ma proprio per questo penso di poter essere la giusta via di mezzo per dire la mia sullo strumento sito internet.

Come si accennava nell’incipit, oggi il sito internet è un mezzo di comunicazione a tutti gli effetti, che permette di farsi conoscere ed essere notati; parrebbe non essere più strettamente legato al fatto di funzionare bene, ma principalmente a creare un ritorno economico per il cliente a discapito della sua migliore funzionalità. Se è assolutamente vero che al cliente non interessi avere un sito con codice pulito o un ottimo supporto, è anche verò però che gli interesseranno sicuramente le conseguenze derivanti dal non averli.

Queste caratteristiche, che sembrano così lontane dal marketing puro e crudo, diventano invece fondamentali affinché i professionisti che collaborano al progetto creino il miglior elaborato possibile in grado di fomentare il business che il sito può generare. È documentato che strutturare una user experience (esperienza utente) eccellente bendisponga gli utenti ad utilizzare un sito rispetto ad uno che, a parità di funzionalità, risulta difficile da fruire; eppure lo scoglio della progettazione grafica e strutturale del sito risulta ancora essere molto arduo da superare, una difficoltà contro cui lottare ogni giorno per esaltarne l’importanza e la necessità.

Molti clienti non capiscono l’esigenza di avere una piattaforma comprensibile e non solo ricca delle giuste informazioni, ed è normale che non lo comprendano (non sono gli addetti ai lavori); il problema è dei professionisti che appoggiano questa visione del mercato.

Mezzi come WordPress, involontariamente, inibiscono con i loro limiti tecnici la volontà di creare un artefatto che calzi a pennello al cliente e che soddisfi le sue aspettative, evirando di conseguenza la piena facoltà del sito di essere un mezzo di comunicazione e uno strumento di Business.

Simone Moneta | Graphic & Digital Creative @Amanilia

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